La difesa
In agricoltura sinergica i prodotti di origine naturale, sia antiparassitari che anche fertilizzanti, si usano il meno possibile, perché si preferisce applicare strategie preventive di coltura piuttosto che usare dei prodotti che pur essendo naturali sono comunque estranei all’eco-sistema. In generale, la grande cura profusa nel conservare le condizioni ideali di formazione dell’humus nei bancali e le pratiche sopra descritte, permettono la crescita di piante sane e decisamente resistenti a parassiti e malattie.
La filosofia di base è quella di cercare di tenere in salute tutto il sistema suolo-microrganismi-piante, in modo che ciò compensi autonomamente l’eventuale insorgere di patologie. Inoltre, nel metodo sinergico, si utilizzano molte consociazioni all’interno dello stesso bancale, in considerazione delle indicazioni “fitosociologiche” di reciproco stimolo alla crescita e di reciproca difesa.
E’ importantissima la prassi di coltivare delle piante ad azione repellente (come per esempio il tagete, la calendula, il nasturzio, piante aromatiche, ecc.) in mezzo agli ortaggi, i quali a loro volta sono scelti in modo che in ogni bancale siano presenti almeno tre famiglie diverse contemporaneamente.
Oltre alla specifica azione repellente, la diversificazione delle colture a così stretto contatto è una grande difesa contro molti tipi di attacchi parassitari che in questo modo hanno una diffusione molto limitata.
Il risultato di una coltivazione con il metodo sinergico è un impianto permanente con una vastissima biodiversità dove piante perenni trovano posto vicino a colture annuali che, a loro volta, hanno una posizione sistematica ma intervallata da diverse famiglie. Con tale metodo le colture non seguono una rotazione ma delle successioni, perché nello stesso appezzamento convivono piante con diversi periodi di sviluppo che vengono sostituite singolarmente con altre specie che iniziano il loro ciclo vitale in corrispondenza della fine delle precedenti.
Chiaramente con il tempo, diminuiscono anche drasticamente la necessità di specifici trattamenti antiparassitari perché le piante sono più resistenti grazie soprattutto ad un terreno più fertile e una naturale difesa dovuta all’effetto combinato delle piante ad azione repellente e alla grande biodiversità .
Il metodo sinergico può essere benissimo usato anche per delle coltivazioni estensive come i cereali avendo solo l’accortezza di creare bancali larghi quanto le ruote del mezzo agricolo usato e applicando le consociazioni più consone al periodo di crescita e all’altezza delle piante stesse. In questo caso la pacciamatura permanente può essere viva, ad esempio fatta di trifoglio, che oltre a proteggere il suolo lo arricchisce di azoto.
